1 Esercizi su indipendenza lineare e generatori

1.1 Tre vettori in R2\mathbb{R}^2

Esempio 1. Stabilire se i vettori v⃗1=(12),v⃗2=(34),v⃗3=(56)\vec v_1=\begin{pmatrix}1\\2\end{pmatrix},\qquad \vec v_2=\begin{pmatrix}3\\4\end{pmatrix},\qquad \vec v_3=\begin{pmatrix}5\\6\end{pmatrix} sono linearmente indipendenti.

Per verificarlo, consideriamo l’uguaglianza αv⃗1+βv⃗2+γv⃗3=0⃗\alpha\vec v_1+\beta\vec v_2+\gamma\vec v_3=\vec 0 e cerchiamo di stabilire se essa implichi necessariamente α=β=γ=0\alpha=\beta=\gamma=0.

Scrivendo le componenti, otteniamo α(12)+β(34)+γ(56)=(00),\alpha\begin{pmatrix}1\\2\end{pmatrix} +\beta\begin{pmatrix}3\\4\end{pmatrix} +\gamma\begin{pmatrix}5\\6\end{pmatrix} =\begin{pmatrix}0\\0\end{pmatrix}, equivalente al sistema omogeneo {α+3β+5γ=0,2α+4β+6γ=0.\begin{cases} \alpha+3\beta+5\gamma=0,\\ 2\alpha+4\beta+6\gamma=0. \end{cases} La matrice dei coefficienti è A=(135246).A=\begin{pmatrix} 1&3&5\\ 2&4&6 \end{pmatrix}. Il suo rango non può superare min⁡{2,3}=2\min\{2,3\}=2. Poiché le incognite sono tre, il sistema omogeneo ammette soluzioni non nulle. I vettori sono quindi linearmente dipendenti.

La conclusione si poteva ottenere senza alcun calcolo: i tre vettori appartengono a R2\mathbb{R}^2, che ha dimensione 22, perciò non possono essere linearmente indipendenti.

1.2 Due vettori come possibili generatori di R3\mathbb{R}^3

Esempio 2. Stabilire se i vettori v⃗1=(102),v⃗2=(013)\vec v_1=\begin{pmatrix}1\\0\\2\end{pmatrix},\qquad \vec v_2=\begin{pmatrix}0\\1\\3\end{pmatrix} generano R3\mathbb{R}^3.

La risposta è negativa: poiché dim⁡(R3)=3\dim(\mathbb{R}^3)=3, un insieme di generatori di R3\mathbb{R}^3 deve contenere almeno tre vettori.

Verifichiamolo cercando di esprimere un vettore generico (xyz)T\begin{pmatrix}x&y&z\end{pmatrix}^{\mathsf T} come combinazione lineare dei due vettori: α(102)+β(013)=(xyz).\alpha\begin{pmatrix}1\\0\\2\end{pmatrix} +\beta\begin{pmatrix}0\\1\\3\end{pmatrix} =\begin{pmatrix}x\\y\\z\end{pmatrix}. Otteniamo {α=x,β=y,2α+3β=z.\begin{cases} \alpha=x,\\ \beta=y,\\ 2\alpha+3\beta=z. \end{cases} Sostituendo le prime due uguaglianze nella terza, risulta 2x+3y=z.2x+3y=z. Questa condizione non è soddisfatta da un vettore arbitrario di R3\mathbb{R}^3, quindi i due vettori non generano tutto lo spazio.

1.3 Due vettori proporzionali

Esempio 3. Stabilire se i vettori v⃗1=(123),v⃗2=(246)\vec v_1=\begin{pmatrix}1\\2\\3\end{pmatrix},\qquad \vec v_2=\begin{pmatrix}2\\4\\6\end{pmatrix} sono linearmente indipendenti.

Non lo sono, perché sono proporzionali: v⃗2=2v⃗1.\vec v_2=2\vec v_1.

2 Verifica di una base di R3\mathbb{R}^3

Esempio 4. Consideriamo v⃗1=(110),v⃗2=(011),v⃗3=(101).\vec v_1=\begin{pmatrix}1\\1\\0\end{pmatrix},\qquad \vec v_2=\begin{pmatrix}0\\1\\1\end{pmatrix},\qquad \vec v_3=\begin{pmatrix}1\\0\\1\end{pmatrix}. Stabilire se costituiscono una base di R3\mathbb{R}^3.

Poiché dim⁡(R3)=3\dim(\mathbb{R}^3)=3, il numero dei vettori è quello richiesto per una base. Verifichiamo che siano linearmente indipendenti.

Poniamo α(110)+β(011)+γ(101)=(000).\alpha\begin{pmatrix}1\\1\\0\end{pmatrix} +\beta\begin{pmatrix}0\\1\\1\end{pmatrix} +\gamma\begin{pmatrix}1\\0\\1\end{pmatrix} =\begin{pmatrix}0\\0\\0\end{pmatrix}. Il sistema corrispondente è {α+γ=0,α+β=0,β+γ=0.\begin{cases} \alpha+\gamma=0,\\ \alpha+\beta=0,\\ \beta+\gamma=0. \end{cases} Riduciamo per righe la matrice dei coefficienti: A=(101110011)∼(10101−1011)∼(10101−1002).\begin{aligned} A&=\begin{pmatrix} 1&0&1\\ 1&1&0\\ 0&1&1 \end{pmatrix} \sim\begin{pmatrix} 1&0&1\\ 0&1&-1\\ 0&1&1 \end{pmatrix}\\ &\sim\begin{pmatrix} 1&0&1\\ 0&1&-1\\ 0&0&2 \end{pmatrix}. \end{aligned} Sono presenti tre pivot, dunque rg(A)=3\mathop{\mathrm{rg}}(A)=3. Il sistema omogeneo ha come unica soluzione α=β=γ=0\alpha=\beta=\gamma=0, perciò i tre vettori sono linearmente indipendenti.

Verifichiamo anche che siano generatori. Dato un vettore generico (xyz)T∈R3\begin{pmatrix}x&y&z\end{pmatrix}^{\mathsf T}\in\mathbb{R}^3, consideriamo α(110)+β(011)+γ(101)=(xyz).\alpha\begin{pmatrix}1\\1\\0\end{pmatrix} +\beta\begin{pmatrix}0\\1\\1\end{pmatrix} +\gamma\begin{pmatrix}1\\0\\1\end{pmatrix} =\begin{pmatrix}x\\y\\z\end{pmatrix}. La matrice completa del sistema è Ac=(101x110y011z).A_c=\left(\begin{array}{ccc|c} 1&0&1&x\\ 1&1&0&y\\ 0&1&1&z \end{array}\right). Poiché la matrice AA ha rango 33 e AcA_c ha tre righe, rg(A)=rg(Ac)=3.\mathop{\mathrm{rg}}(A)=\mathop{\mathrm{rg}}(A_c)=3. Il sistema è quindi compatibile per ogni scelta di x,y,zx,y,z. I vettori generano R3\mathbb{R}^3 e costituiscono una sua base.

3 Estrazione di una base da un insieme di generatori

Esempio 5. Siano v⃗1=(121),v⃗2=(242),v⃗3=(110),v⃗4=(011),\begin{aligned} \vec v_1&=\begin{pmatrix}1\\2\\1\end{pmatrix},& \vec v_2&=\begin{pmatrix}2\\4\\2\end{pmatrix},\\ \vec v_3&=\begin{pmatrix}1\\1\\0\end{pmatrix},& \vec v_4&=\begin{pmatrix}0\\1\\1\end{pmatrix}, \end{aligned} e sia V=span{v⃗1,v⃗2,v⃗3,v⃗4}.V=\mathop{\mathrm{span}}\{\vec v_1,\vec v_2,\vec v_3,\vec v_4\}. Si richiede di:

  1. trovare una base di VV;

  2. stabilire se V=R3V=\mathbb{R}^3;

  3. scrivere i vettori scartati come combinazioni lineari degli elementi della base trovata.

Estrazione della base

I vettori sono quattro, quindi sono più della dimensione dello spazio ambiente R3\mathbb{R}^3. Per estrarre una base, disponiamoli come colonne di una matrice e riduciamo per righe: A=(121024111201)∼(121000−1100−11)∼(121000−110000).\begin{aligned} A&=\begin{pmatrix} 1&2&1&0\\ 2&4&1&1\\ 1&2&0&1 \end{pmatrix}\\ &\sim\begin{pmatrix} 1&2&1&0\\ 0&0&-1&1\\ 0&0&-1&1 \end{pmatrix} \sim\begin{pmatrix} 1&2&1&0\\ 0&0&-1&1\\ 0&0&0&0 \end{pmatrix}. \end{aligned} I pivot si trovano nella prima e nella terza colonna. Scegliamo quindi le corrispondenti colonne della matrice originale: B={v⃗1,v⃗3}={(121),(110)}.\mathcal B=\{\vec v_1,\vec v_3\} =\left\{ \begin{pmatrix}1\\2\\1\end{pmatrix}, \begin{pmatrix}1\\1\\0\end{pmatrix} \right\}. Questi vettori costituiscono una base di VV e dim⁡(V)=2.\dim(V)=2.

Confronto con lo spazio ambiente

Poiché dim⁡(V)=2≠3=dim⁡(R3),\dim(V)=2\ne 3=\dim(\mathbb{R}^3), si conclude che V≠R3V\ne\mathbb{R}^3.

Espressione dei vettori scartati

Consideriamo la relazione α1v⃗1+α2v⃗2+α3v⃗3+α4v⃗4=0⃗.\alpha_1\vec v_1+\alpha_2\vec v_2 +\alpha_3\vec v_3+\alpha_4\vec v_4=\vec 0. Usando la matrice ridotta, otteniamo {α1+2α2+α3=0,−α3+α4=0.\begin{cases} \alpha_1+2\alpha_2+\alpha_3=0,\\ -\alpha_3+\alpha_4=0. \end{cases} Poniamo α2=t\alpha_2=t e α4=s\alpha_4=s, con s,t∈Rs,t\in\mathbb{R}. Allora {α1+α3=−2t,α2=t,α3=s,α4=s,⟺{α1=−2t−s,α2=t,α3=s,α4=s.\begin{cases} \alpha_1+\alpha_3=-2t,\\ \alpha_2=t,\\ \alpha_3=s,\\ \alpha_4=s, \end{cases} \quad\Longleftrightarrow\quad \begin{cases} \alpha_1=-2t-s,\\ \alpha_2=t,\\ \alpha_3=s,\\ \alpha_4=s. \end{cases} La relazione di dipendenza assume la forma (−2t−s)v⃗1+tv⃗2+sv⃗3+sv⃗4=0⃗.(-2t-s)\vec v_1+t\vec v_2+s\vec v_3+s\vec v_4=\vec 0. I parametri ss e tt possono assumere qualsiasi valore reale.

Per scrivere v⃗2\vec v_2 come combinazione lineare degli elementi della base, scegliamo il suo coefficiente uguale a 11 e quello di v⃗4\vec v_4 uguale a 00, cioè t=1t=1 e s=0s=0. Otteniamo −2v⃗1+v⃗2=0⃗,⟺v⃗2=2v⃗1.-2\vec v_1+\vec v_2=\vec 0, \quad\Longleftrightarrow\quad \vec v_2=2\vec v_1.−2v⃗1+v⃗2=0⃗,⟺v⃗2=2v⃗1.\begin{gathered}-2\vec v_1+\vec v_2=\vec 0,\\[0.5em]\Longleftrightarrow\\[0.5em]\vec v_2=2\vec v_1.\end{gathered} Analogamente, scegliendo s=1s=1 e t=0t=0, −v⃗1+v⃗3+v⃗4=0⃗,⟺v⃗4=v⃗1−v⃗3.-\vec v_1+\vec v_3+\vec v_4=\vec 0, \quad\Longleftrightarrow\quad \vec v_4=\vec v_1-\vec v_3.−v⃗1+v⃗3+v⃗4=0⃗,⟺v⃗4=v⃗1−v⃗3.\begin{gathered}-\vec v_1+\vec v_3+\vec v_4=\vec 0,\\[0.5em]\Longleftrightarrow\\[0.5em]\vec v_4=\vec v_1-\vec v_3.\end{gathered}

4 Rappresentazione parametrica di un sottospazio

Riprendiamo il sottospazio VV e la base B={v⃗1,v⃗3}={(121),(110)}.\mathcal B=\{\vec v_1,\vec v_3\} =\left\{ \begin{pmatrix}1\\2\\1\end{pmatrix}, \begin{pmatrix}1\\1\\0\end{pmatrix} \right\}. Ogni vettore v⃗∈V\vec v\in V si può scrivere come combinazione lineare degli elementi della base: v⃗=αv⃗1+βv⃗3,α,β∈R.\vec v=\alpha\vec v_1+\beta\vec v_3, \qquad \alpha,\beta\in\mathbb{R}.v⃗=αv⃗1+βv⃗3,α,β∈R.\begin{gathered}\vec v=\alpha\vec v_1+\beta\vec v_3,\\[0.5em]\alpha,\beta\in\mathbb{R}.\end{gathered} Scrivendo v⃗=(xyz)T\vec v=\begin{pmatrix}x&y&z\end{pmatrix}^{\mathsf T}, (xyz)=α(121)+β(110).\begin{pmatrix}x\\y\\z\end{pmatrix} =\alpha\begin{pmatrix}1\\2\\1\end{pmatrix} +\beta\begin{pmatrix}1\\1\\0\end{pmatrix}. Le equazioni parametriche del sottospazio sono dunque {x=α+β,y=2α+β,z=α,α,β∈R.\begin{cases} x=\alpha+\beta,\\ y=2\alpha+\beta,\\ z=\alpha, \end{cases} \qquad \alpha,\beta\in\mathbb{R}. Al variare dei parametri α\alpha e β\beta in R\mathbb{R} si ottengono tutti gli elementi di VV. In questa rappresentazione, ricavata da una base, il numero dei parametri è pari alla dimensione del sottospazio.

4.1 Base e appartenenza da una rappresentazione parametrica

Esempio 6. Sia U={(a+2bab):a,b∈R}⊆R3.U=\left\{ \begin{pmatrix}a+2b\\a\\b\end{pmatrix} :a,b\in\mathbb{R} \right\}\subseteq\mathbb{R}^3. Trovare una base di UU e stabilire se il vettore v⃗=(421)\vec v=\begin{pmatrix}4\\2\\1\end{pmatrix} appartiene a UU.

Un generico elemento di UU si scrive come (a+2bab)=a(110)+b(201).\begin{pmatrix}a+2b\\a\\b\end{pmatrix} =a\begin{pmatrix}1\\1\\0\end{pmatrix} +b\begin{pmatrix}2\\0\\1\end{pmatrix}. Ponendo v⃗1=(110),v⃗2=(201),\vec v_1=\begin{pmatrix}1\\1\\0\end{pmatrix}, \qquad \vec v_2=\begin{pmatrix}2\\0\\1\end{pmatrix}, ogni elemento di UU è quindi una combinazione lineare di v⃗1\vec v_1 e v⃗2\vec v_2. I due vettori sono generatori di UU: U=span{v⃗1,v⃗2}.U=\mathop{\mathrm{span}}\{\vec v_1,\vec v_2\}. Per trovare una base, cerchiamo fra questi generatori vettori linearmente indipendenti. Poiché i due vettori non sono proporzionali, sono linearmente indipendenti. Pertanto B={v⃗1,v⃗2}={(110),(201)}\mathcal B=\{\vec v_1,\vec v_2\} =\left\{ \begin{pmatrix}1\\1\\0\end{pmatrix}, \begin{pmatrix}2\\0\\1\end{pmatrix} \right\} è una base di UU e dim⁡(U)=2\dim(U)=2.

Per verificare se v⃗∈U\vec v\in U, cerchiamo scalari α,β\alpha,\beta tali che v⃗=αv⃗1+βv⃗2\vec v=\alpha\vec v_1+\beta\vec v_2, cioè α(110)+β(201)=(421).\alpha\begin{pmatrix}1\\1\\0\end{pmatrix} +\beta\begin{pmatrix}2\\0\\1\end{pmatrix} =\begin{pmatrix}4\\2\\1\end{pmatrix}. Il sistema corrispondente è {α+2β=4,α=2,β=1.\begin{cases} \alpha+2\beta=4,\\ \alpha=2,\\ \beta=1. \end{cases} Sostituendo gli ultimi due valori nella prima equazione, si ottiene 2+2=42+2=4. Il sistema è compatibile e ha un’unica soluzione: α=2,β=1.\alpha=2,\qquad\beta=1.α=2,β=1.\begin{gathered}\alpha=2,\\[0.5em]\beta=1.\end{gathered} Quindi v⃗∈U\vec v\in U e v⃗=2v⃗1+v⃗2.\vec v=2\vec v_1+\vec v_2. I coefficienti 22 e 11 sono le coordinate di v⃗\vec v rispetto alla base ordinata (v⃗1,v⃗2)(\vec v_1,\vec v_2).

5 Sottospazio definito da un’equazione cartesiana

Esempio 7. Sia U={(xyz)∈R3:x−2y+z=0}.U=\left\{ \begin{pmatrix}x\\y\\z\end{pmatrix}\in\mathbb{R}^3 :x-2y+z=0 \right\}. Trovare una base e la dimensione di UU e stabilire se (111)T∈U\begin{pmatrix}1&1&1\end{pmatrix}^{\mathsf T}\in U.

In questo caso il sottospazio è rappresentato da un’equazione cartesiana. Tutti i suoi elementi devono soddisfare x−2y+z=0.x-2y+z=0. Ricaviamo x=2y−zx=2y-z e poniamo y=sy=s, z=tz=t. Otteniamo {x=2s−t,y=s,z=t,s,t∈R.\begin{cases} x=2s-t,\\ y=s,\\ z=t, \end{cases} \qquad s,t\in\mathbb{R}. Pertanto (xyz)=(2s−tst)=s(210)+t(−101).\begin{pmatrix}x\\y\\z\end{pmatrix} =\begin{pmatrix}2s-t\\s\\t\end{pmatrix} =s\begin{pmatrix}2\\1\\0\end{pmatrix} +t\begin{pmatrix}-1\\0\\1\end{pmatrix}. I vettori v⃗1=(210),v⃗2=(−101)\vec v_1=\begin{pmatrix}2\\1\\0\end{pmatrix},\qquad \vec v_2=\begin{pmatrix}-1\\0\\1\end{pmatrix} generano UU e sono linearmente indipendenti. Quindi B={(210),(−101)}\mathcal B=\left\{ \begin{pmatrix}2\\1\\0\end{pmatrix}, \begin{pmatrix}-1\\0\\1\end{pmatrix} \right\} è una base di UU e dim⁡(U)=2\dim(U)=2.

Per verificare l’appartenenza di (111)T\begin{pmatrix}1&1&1\end{pmatrix}^{\mathsf T}, sostituiamo le sue componenti nell’equazione cartesiana: 1−2⋅1+1=0.1-2\cdot1+1=0. Il vettore appartiene dunque a UU.